| Photo Information |
Copyright: Luca Bellincioni (lucabellincioni)
(2030) |
| Genre: Places |
| Medium: Color |
| Date Taken: 2008-11-09 |
| Categories: Nature |
| Exposure: f/3.2, 1/1000 seconds |
| More Photo Info: [view] |
| Photo Version: Original Version |
| Date Submitted: 2008-11-20 0:40 |
| Viewed: 156 |
| Points: 2 |
|
| [Note Guidelines] Photographer's Note |
Monti Simbruini
Ai confini con l’Abbruzzo e tutelati da un grande parco regionale, i Monti Simbruini sono una delle aree montane più estese e suggestive del Lazio. Caratterizzate da immense foreste di faggio e da numerosi altopiani interni, queste montagne presentano altresì vette che superano i 2000 metri come il Monte Viglio (2156 m. s.l.m.), che d’inverno si trasformano in una notevole palestra per gli alpinisti. Vi nascono due fiumi, l’Aniene (che da quasi 2000 anni rifornisce d’acqua Roma) ed il Simbrivio, da cui prende il nome la catena e che significa “sotto la pioggia”. Infatti i Simbruini, per la particolare posizione geografica e per la vastissima copertura forestale, sono monti assai piovosi e sono famosi fra gli escursionisti per i repentini e pericolosi cambiamenti di tempo.
Alle pendici dei Simbruini si trovano borghi dal grande fascino come Jenne, Cervara di Roma, Filettino, Vallepietra, Trevi nel Lazio e soprattutto Subiaco, ormai una cittadina vera e propria, piacevole centro di villeggiatura estiva ed invernale, celebre in tutto il mondo per i suoi due magnifici monasteri (il Sacro Speco e Santa Scolastica), in cui San Benedetto iniziò l’esperienza eremitica e che poi furono la culla della rinascita della cultura occidentale. Da sempre nota per la sua amenità, al tempo dei Romani la zona dei monasteri sublacensi era però occupata da un’incredibile villa neroniana a più piani (di cui rimangono copiose tracce, e che in seguito fu riutilizzata per i conventi benedettini), con tanto di tre laghetti e cascate.
L’immagine, ripresa da un poggiolo sulla strada Jenne-Livata, riprende un piccolo scorcio della splendida valle del Fiume Simbrivio (affluente dell'Aniene a Comunacque), con di fronte i ripidissimi fianchi del selvaggio e boscoso Altopiano del Faito, notoriamente abitato da lupo in pianta stabile, ed ora - pare - anche dall'orso, segnalato più volte negli ultimi tempi. L'altopiano, vastissimo e che ospita faggi ultrasecolari, è infatti di difficile accesso, pochi (tranne alcuni studiosi) sono coloro i quali vi si avventurano, e per questo rimane sempre solitario: un rifugio sicuro per i grandi predatori che scendono nei tanti pianori erbosi nelle vicinanze alla ricerca dei piccoli di vacche e cavalli.
LB |
vinicio has marked this note useful Only registered TrekEarth members may rate photo notes. |
|