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An overview of the port of the island of Gorée,the starting point for ferries that connect it to Dakar.
The island of Gorée was proclaimed a UNESCO World Heritage Site in 1978. On the island there is the Maison des Esclaves, the house of slaves from which transited million Africans torn from their homeland to be raised, enslaved in the Americas; it has now become a museum provided with guide Senegal (which is expressed in French) that tells the journey of slaves from their life in the Maison des Esclaves to the weapons used by the slave traders; of significant importance is the door to the sea from which slaves were loaded onto ships or thrown into the sea if it is too weak. The island was used for the boarding point until 1848, the third year of the French revolution and the ultimate abolition of slavery in the French territories. The buildings are in the colonial style of the island, surrounded by bougainvillea, the sandy streets, the buildings are made of lava stone.
Currently the island lives mainly on tourism and trade. It offers a number of accommodation and catering. The inhabitants are about 2,000, mostly Muslim, with a high percentage of Catholics and with a significant presence of artists: painters, sculptors, musicians.
On the island there is the Church of St. Charles Borromeo, where at Christmas and on major holidays is celebrated the religious function accompanied by the songs and the djembe drum beats.
In the upper area of ​​the island, called "the castle" you can admire the paintings of the painters here residents. Significant presence of percussion groups, such as African Djembe, who for many years kept the tradition of music and traditional dance of this Island.
Among the sights, plus the Maison des Esclaves, the Women's Museum, the Museum of the Sea and the supplied slavery museum.

BENVENUTI SULL'ISOLA DEGLI SCHIAVI

Una panoramica sul porto dell'isola di Goree da cui partono i traghetti che la collegano a Dakar.
L'isola di Gorée è stata proclamata Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO nel 1978. Sull'isola si trova la Maison des Esclaves, la casa degli schiavi dalla quale sono transitati milioni di africani strappati alla loro terra d'origine per essere portati, fatti schiavi, nelle Americhe; essa ora è diventata un museo provvisto di guida senegalese (che si esprime in francese) che racconta il viaggio degli schiavi, dalla loro vita nella Maison des Esclaves alle armi usate dai commercianti di schiavi; di rilevante importanza è la porta che dà sul mare dalla quale gli schiavi venivano imbarcati sulle navi oppure buttati in mare se troppo deboli. L'isola fu usata per gli imbarchi fino al 1848, anno della terza rivoluzione francese e della definitiva abolizione della schiavitù nei territori francesi. Le costruzioni dell'isola sono in stile coloniale, circondate di bougainvillee, le stradine di sabbia, gli edifici sono in pietra lavica.
Attualmente l'isola vive prevalentemente di turismo e commercio. Offre un buon numero di strutture ricettive e di ristorazione. Gli abitanti sono circa 2.000, in prevalenza di religione musulmana, con una forte percentuale di cattolici e con una significativa presenza di artisti: pittori, scultori, musicisti.
Sull'isola è presente la chiesa di San Carlo Borromeo, dove a Natale e nelle principali feste viene celebrata la funzione religiosa accompagnata dai canti e dalle percussioni di tamburi djembe.
Nella zona alta dell'isola, denominata "le castel" si possono ammirare i dipinti dei pittori qui residenti. Significativa la presenza di gruppi di percussioni, come gli Africa Djembé, che da molti anni conservano la tradizione della musica e dalla danza tradizionale di questa Isola.
Tra i siti d'interesse, oltre alla Maison des Esclaves, il Museo della Donna, il Museo del Mare e il museo dello schiavitù approvvigionata. L'isola si raggiunge con il traghetto da Dakar.

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Additional Photos by Luciano Gollini (lousat) Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 13527 W: 125 N: 24181] (121153)
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